FAQ

Andrea G.
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professional beekeeper
Emilio D.
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Jessica DT.
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chief beekeeper

Che differenza c’è tra miele e miele di melata?

Spesso si sente parlare di miele di melata o di bosco pur non avendo ben chiara la differenza con il classico miele di nettare. Le api lavorano duramente per garantirsi sufficienti provviste di cibo e non sempre hanno a disposizione fiori e piante nettarifere dalle quali raccolgono il nettare per trasformarlo in miele. La natura però mette a disposizione molte risorse e anche dove non si trovano facilmente fiori, come nelle zone boschive, questi operosi insetti riescono a raccogliere preziose sostanze nutritive dalla vegetazione. Dalla materia prima disponibile deriva la principale differenza tra miele di melata e miele di nettare. Nei boschi l’attenzione delle api è rivolta alla melata, una sostanza appiccicosa e zuccherina che si forma sugli alberi, principalmente conifere come l’abete rosso, il pino, ma anche su alberi come tiglio, quercia e acero. Questa sostanza dolce è prodotta da piccoli insetti (afidi, cicaline, cocciniglie), che si nutrono di una grande quantità di linfa dagli alberi e secernono la melata, una sostanza di scarto ma ancora ricca di sostanze nutritive come zuccheri e sali minerali. Le api raccolgono la melata e la trasformano in miele grazie agli enzimi che producono. Il miele è poi lasciato maturare nei favi dell’alveare. Così nasce il miele di melata, dal sapore molto meno dolce rispetto al miele ricavato dal nettare dei fiori, e dalla ridotta quantità di zuccheri come glucosio, fruttosio e saccarosio, quindi più adatto all’alimentazione di coloro che vogliono ridurre l’apporto di zuccheri nella dieta. Se il miele di nettare è prodotto in numerose tipologie, a seconda del nettare raccolto dalle api, la produzione del miele di melata è meno ampia. Gustando il miele di melata si percepisce un retrogusto di corteccia, una mescolanza di aromi sorprendenti che lasciano sulla lingua un sapore amaro. Questo prodotto è, come il miele di nettare, un potente antibatterico e antisettico polmonare per le vie respiratorie, adatto a calmare bronchiti, tracheiti e perfetto in caso di raffreddore o influenza. Al suo interno è poi possibile trovare polifenoli e altri antiossidanti. Rispetto al miele di nettare, il miele di melata è ancor più ricco di sali minerali come ferro, fosforo, magnesio, manganese e potassio. Il suo colore è molto scuro, a volte tendente al nero. La consistenza è invece molto compatta e densa, anche se non cristallizza come il miele di nettare.

Corso per allevamento Api Regine dove si possono fare?

I corsi per l’allevamento di api regine sono organizzati da associazioni apistiche o da apicoltori esperti della materia. Vengono generalmente tenuti in primavera, quando si può aggiungere alla teoria anche una parte pratica in campo.

Quali arnie sono da utilizzare da 10 o da 12?

La scelta delle arnie dipende sostanzialmente da che tipo di apicoltura si intende praticare. Per la stanziale si consigliano le arnie da 12, poiché anche essendo pesanti non devono essere movimentate, danno più spazi di manovra con i telai e dispongono di melari più grossi e capienti. Chi pratica nomadismo sceglie generalmente le arnie da 10, che sono più leggere e pratiche da spostare e impilare sul camion. Un altro fattore da considerare è il luogo in cui si dispongono. In posti freddi si preferiscono le arnie da 10, che permettono di tenere più stretto e al caldo il nido. In quelli più caldi si opta tranquillamente per il 12.

Blocco di covata: a cosa serve? gabbietta e telaio?

Il blocco di covata è una tecnica bio-meccanica utilizzata per la lotta contro la Varroa. Impedendo alla regina di deporre uova, si evita che la Varroa si nasconda nelle celle opercolate contenenti le larve e si può trattare in maniera efficace. Per contenere la regina in commercio si trovano varie tipologie di gabbiette da inserire direttamente nei favi, come la gabbietta cinese. Altrimenti, è possibile recuperare anche un favo trappola su cui confinare la regina. Questo sarà poi asportato e tutta la covata e la Varroa contenuta in essa eliminate.

Cos’è una famiglia fucaiola?

Quando si parla di una famiglia fucaiola, ci si riferisce o alla regina o alle operaie ovificatrici. Nel primo caso, l’ape regina è rimasta completamente priva di sperma e non può più deporre uova fecondate generando così solo uova maschili. Tuttavia, questa opzione è molto rara essendo di comune pratica apistica il cambio della regina dopo circa 2 anni. Nel caso di operaie ovificatrici, in una famiglia orfana senza più possibilità di allevare una nuova regina le api operaie iniziano a deporre uova non fecondate in ordine sparso, creando la cosiddetta covata gibbosa. In presenza di una famiglia fucaiola, se non si interviene prontamente si perderà la famiglia. In presenza di operaie fucaiole, introdurre una nuova regina senza giusti accorgimenti è rischioso. Buona pratica è scrollare via tutte le api dai favi lontano dall’arnia e poi introdurre nell’arnia stessa un nuovo favo con covata e una nuova regina. Si può anche provare a inserire un favo di covata, in modo tale che le api inizino ad allevare una nuova regina.

Come si calibra il rifattometro?

Prima di tutto, accertarsi che il rifrattometro non sia autocalibrante. Ci sono 2 protocolli per tale scopo: 1)Per tarare il rifrattometro bisogna utilizzare il kit dato in dotazione, che consiste in una boccetta di olio diottrico e un prisma. La taratura deve essere eseguita a temperatura ambiente di circa 20°. Applicare l’olio diottrico sulla superficie liscia del prisma, che va successivamente inserito con la superficie liscia a contatto con il rifrattometro e quella opaca con lo sportello mobile. Inserire il cacciavite nella vite di registrazione e ruotarla fino al raggiungimento del livello di 19,2. Per visionare il procedimento vedere il seguente video: https://www.youtube.com/watch?time_continue=93&v=8rJ787zFVOs 2)Per calibrare il rifrattometro basta inserire una goccia di acqua distillata nel rifrattometro e ruotare la vite di registrazione fino a che l’ombra dentro l’oculare non sia fissa sullo 0. Per i rifrattometri digitali, le indicazioni per calibrarli sono riportare nell’apposito manuale.

Cosa fare quando le api mangiano la cera vicino al filo dei Telai?

Le spiegazioni possono essere svariate: 1)fattori ambientali (scarsa importazione di nettare) 2)fattori interni (attività regina, composizione famiglia) 3)modo in cui sono montati i telaini (qualità e grammatura dei fogli cerei (almeno 120 g), cera non completamente attraversata dal filo di ferro). Se il foglio cereo è gravemente danneggiato, bisogna rimuoverlo. Per inserire nuovi fogli cerei per farli costruire, ci si deve assicurare di aver montano in maniera adeguata il foglio, assicurandosi che il filo di ferro attraversi completamente la cera, soprattutto nella parte vicino alla cornice di legno. Si può poi procedere con l’inserimento di un telaio alla volta, in modo tale da valutare la risposta e l’attività delle api.

Gli apicoltori sono immuni alle punture di Api?

Non tutti gli apicoltori sono immuni alle punture delle api. Alcuni sono particolarmente sensibili e sviluppano reazioni più o meno allergiche. In questo caso è utile rivolgersi al proprio medico e prendere le giuste precauzioni.

La testa di morto è pericolosa? Fa danni?

La falena sfinge testa di morto penetra di notte negli alveari di Apis mellifera per cibarsi del miele in essi contenuto. A volte ne mangia così tanto da rimanere intrappolata e successivamente uccisa e propolizzata dalle api. Può rappresentare un problema perché resistente al veleno delle api ed è capace di rendersi chimicamente invisibile alle api una volta all’interno dell’alveare. Tuttavia, in Europa non rappresenta una grande minaccia per l’apicoltura, non essendo così diffusa.

Perchè il trattamento anti-Varroa è fatto a luglio/agosto? in base alla zona?

Il trattamento estivo anti-Varroa viene solitamente fatto tra luglio e agosto in concomitanza con l’ultimo raccolto. In questo periodo, infatti, l’importazione è frenata dalla mancanza di fioriture e dal caldo e questo porta anche a una riduzione della covata. Inoltre, proprio per questo motivo, sentono meno lo stress dovuto all’ingabbio della regina.

Il nucleo non ha regina e non riesco a fargliela fare, che faccio?

Se la famiglia non riesce a farsi da sola una regina perché non c’è più a disposizione covata disopercolata, si può procedere in due modi. Si può inserire un favo con covata fresca preso da un altro alveare oppure acquistare una nuova regina e procedere con il suo inserimento nell’alveare.

Ho acquistato una regina appena inserita in un nucleo, verra accettata?

Per avere una buona percentuale di accettazione da parte della colonia, bisogna adottare alcuni accorgimenti. La famiglia non deve stare troppo a lungo orfana e, nel caso in cui lo fosse per più giorni, è utile inserire un telaio di covata fresca, per ammansire le api e facilitare l’accettazione. È inoltre necessario eliminare tutte le celle reali e controllare l’assenza di operaie fucaiole. La regina deve essere inserita con apposite protezioni (gabbietta, griglia) in prossimità di covata non opercolata. Dopo 6/7 giorni dopo l’inserimento, controllare se la regina è stata accettata o meno e se c’è presenza di covata. Evitare l’inserimento in periodo di sciamatura o durante un forte raccolto.

Che differenza c’è tra la larva da fuco ed una operaia?

La differenza tra l’uovo da cui nascerà un fuco e quello da cui si svilupperà un’operaia è dovuta al fatto che il primo non è fecondato, mentre il secondo sì. Anche il ciclo di crescita è diverso: un’ape operaia impiega 21 giorni per uscire dall’opercolo, mentre il fuco 24. Inoltre, anche la conformazione delle celle cambia: quella da fuco è più grande e l’opercolo ha forma convessa. Generalmente le celle da fuco si concentrano nelle zone laterali del favo.

Ho trovato diverse celle reali, che faccio?

Dipende se le celle sono centrali al favo o laterali. Nel primo caso sono di sostituzione e vogliono cambiare la Vecchia (può essere il caso in cui non covi bene, per esempio). Se sono laterali è perché, probabilmente, vogliono sciamare. Le più grosse di quest’ultime sono anche quelle che spesso vengono utilizzate per la formazione di nuovi nuclei.

I nuovi nuclei a che distanza devono essere posizionati? E quanto aspettare per inserirli nell’apiario principale?

I nuovi nuclei vanno spostati, in linea d’aria, dai 4 ai 6 km a seconda della geomorfologia del territorio circostante. Consiglierei di lasciarli per un mesetto nella nuova postazione cosicchè una regina allevata naturalmente possa aver già cominciato l’ovodeposizione. In ogni caso, è preferibile non portarle nel vecchio apiario prima di una settimana. Se non puoi spostarti perché non hai un’altra postazione allora dopo aver fatto i nuclei chiudi l’entrata dell’arnia per un paio di giorni e poi riaprila: le api a quel punto avranno perso l’orientamento ed i riferimenti della locazione del precedente alveare. Se opti per quest’ultima strategia ricordati di nutrire l’alveare e di effettuare tale operazione preferibilmente in primavera in quanto d’estate potrebbero patire le alte temperature.

Ho le formiche che stanno invadendo le arnie, soluzioni?

Partendo dal presupposto che le formiche non arrecano nessun danno alle api, ci sono alcuni metodi naturali per evitare che queste invadano le arnie. Uno dei metodi più conosciuti è posizionare delle foglie di pomodoro nel coprifavo. Esse, infatti, non le apprezzano particolarmente. Altri, invece, consigliano di mettere il borotalco o la cenere tra il coprifavo e il tetto.

Come comportarsi se le Api vanno a bere nella piscina del vicino?

Il problema non è di facile soluzione. Le api sono attratte dal cloro e, una volta individuata una buona fonte d’acqua, è difficile che la lascino. Quello che si può fare è o coprire con un telo la piscina per qualche giorno, in modo tale che cambino zona, oppure coprirla sempre con un telo ogni volta che non si usa. In ogni caso vige la regola del buon senso. Prima di posizionare un apiario in zone abitate bisogna assicurarsi che le api non arrechino danno al vicinato. Se emergono problemi di questa natura è bene evitare qualsiasi tipo di ritorsione da entrambe le parti. Una soluzione potrebbe essere spostare l’apiario di qualche km o fornire per tempo alle api un’adeguata fonte d’acqua.

Le Api stanno immagazzinado il nido e non salgono sul melario, la regine è presente ma poca covata, che fare?

Una spiegazione plausibile potrebbe essere legata al fatto che il nido è troppo largo e la famiglia distribuita su un numero troppo elevato di telai.

Dopo la decantazione il miele deve esere filtrato nuovamente? La schiuma bianca va tolta?

La schiuma bianca che si forma in superficie, generalmente piccoli residui di cera o micro bollicine d’aria, è consigliato toglierla, in modo tale che non vada a emergere nel prodotto già confezionato. Per essere sicuri di averla eliminata tutta, si devono allungare i tempi di decantazione del miele e assicurarsi di avere dei buoni filtri. Alcuni consigliano, invece, di lasciarla nel maturatore e poi raccoglierla in un barattolo per l’autoconsumo o da dare alle api.

Ho recuperato uno sciame, ,a il giorno successivo non c’era più.

È possibile che, nel processo di recupero dello sciame, non ci si sia accorti di non aver fatto entrare la regina nel portasciami. Per questo motivo le api potrebbero essere uscite per ricongiungersi con la propria regina. Un’altra spiegazione potrebbe essere il rifiuto, da parte dello sciame, della sistemazione impostagli dall’apicoltore. La cassa poteva essere, infatti, troppo piccola o non gradita alle api. Un’accortezza per facilitare l’accettazione della nuova “casa” è l’aggiunta di un telaio di covata, possibilmente fresca, in modo tale che l’istinto primario delle api di provvedere alla cura della covata le spinga a rimanere lì dove sono state posizionate.

Cosa succede se lascio l’apiscampo per piu giorni?

È possibile che le api, dopo qualche giorno, riescano a risalire a melario. Se risale solo un numero esiguo è possibile allontanarle con la spazzola e procedere togliendo i melari. Se, invece, ne risalissero un numero considerevole, l’intera operazione dell’apposizione del melario verrebbe vanificata. In periodi di carestia, è possibile che la risalita a melario porti al consumo del miele depositato nei favi. Infine, alcuni hanno riscontrato solo la propolizzazione dei buchi dell’apiscampo. In ogni caso, si consiglia di tenere l’apiscampo per non più di 1-2 giorni.

Sto facendo il clocco di covata, quando libero la regina? Quando posso trattare?

Dopo 24 giorni dal momento in cui la regina è stata ingabbiata, si procede liberandola e trattando nei giorni seguenti (generalmente entro 3-4 giorni). Oppure si può liberare la regina al 21imo giorno e trattare dopo 3-4 giorni. Ricordarsi che se si è effettuato il blocco di covata su un telaio (con l’apposita gabbia), quest’ultimo deve venire asportato ed eliminato in quanto ricettacolo di moltissima della Varroa presente nell’alveare.

Come bisogna eseguire la sostituzione dei favi?

È sempre consigliabile sostituire i favi durante la bella stagione, quando le api hanno la possibilità di costruirsi un nuovo telaio a partire dal foglio cereo. Si può poi procedere in due modi. Se si effettua il blocco di covata artificiale per poi eseguire il trattamento con l’acido ossalico, si può eliminare direttamente il favo dove era stata ingabbiata la regina. Altrimenti si può individuare il telaio da eliminare, accertarsi che non ci sia su la regina, spostarlo all’estremità dell’arnia e poi separarlo dagli altri con un diaframma. Al suo posto va posizionato il foglio cereo da costruire, non posizionandolo però al centro del nido per evitare che funga da diaframma. Una volta che sul telaio vecchio non si trovano più api ne scorte si può procedere alla rimozione.

Posso mettere i melari a Settembre per far costruire i favi?

Generalmente il periodo migliore per far costruire nuovi telaini è in primavera e inizio estate, quando c’è molta importazione. In base alle temperature e alle fioriture disponibili si può tentare di inserire un foglio cereo per vedere come rispondono le api. L’importante è ricordarsi di stringere le famiglie per l’inverno e di togliere eventuali fogli cerei o telai vuoti.

Quando faccio nuovi nuclei devo eliminare le celle reali o le lascio stare?

Generalmente l’apicoltore elimina le celle meno belle per evitare che nasca una regina più piccola e meno forte. Di solito se ne lascia qualcuna fra le più belle.

Le mie Api stanno consumando il miele nei melari, cosa faccio?

Una volta che il periodo di raccolta è finito è bene togliere i melari quanto prima al fine di evitare la perdita di produzione. Nel togliere i melari bisogna, tuttavia, assicurarsi che vi siano abbondanti scorte nel nido. Qualora fossero presenti in ridotta quantità o totalmente assenti bisogna procedere con nutrimento di sostegno. Se il clima è mite, si somministra lo sciroppo, mentre quando le temperature diurne iniziano a scendere sotto i 10° si dà il candito.

Il momento adatto per fare la smielatura?

Se si vuole produrre un miele monofloreale di solito aspetta la fine della fioritura che si sta seguendo. Se invece si vuole ottenere un miele millefiori si può smielare quando si vuole (meglio se a fine stagione). Il momento migliore per togliere i melari è quando le api hanno opercolato le cellette. In questo caso, l’umidità del miele dovrebbe essere a un livello tale da impedire la fermentazione di lieviti e batteri in esso contenuti. Tuttavia, per avere un miele monoflora di qualità superiore, spesso i melari vengono tolti un paio di giorni prima della fine della fioritura. Per abbattere l’umidità eccessiva del miele si ricorrere quindi a dei deumidificatori da ambiente (quando il miele è ancora nei telaini) oppure ad appositi deumidificatori (quando il miele è già stato estratto). Prima dell’invasettamento, il prodotto finale dovrà avere un’umidità intorno al 17-18% a seconda della tipologia di miele.

Qual’è il metodo migliore per inserire una regina?

Prima di introdurre una nuova regina è meglio far sentire per qualche minuto l’orfanità alla famiglia. Prima di procedere, bisogna controllare che su tutti i telai non vi siano celle reali. Questo si fa per evitare un’eventuale sostituzione di un’altra regina cresciuta dallo sciame orfano. Qualora vi fossero celle reali, si procede alla loro rimozione. Queste potrebbero anche essere impiegate per la creazione di nuovi nuclei. Una volta create le condizioni ottimali per l’inserimento, si procede posizionando tra i favi l’apposita gabbietta contenente la nuova regina, facendo attenzione che l’apertura sia rivolta a faccia in giù. Successivamente, si programma la prossima visita per constatare l’accettazione non prima di 7 giorni.

Come faccio a sapere quando togliere i melari?

Gentile cliente, i melari vanno tolti quando il miele è maturo, ovvero quando almeno 2/3 delle celle sono opercolate. Per quanto riguarda il momento adatto, questo è molto soggettivo. C’è chi preferisce toglierli di giorno, quando le bottinatrici sono tutte fuori dall’arnia, altri invece quando il raccolto scarseggia e preferibilmente verso sera. Anche i metodi utilizzati per allontanare le api dai melari possono influire sulla scelta. L’uso del soffiatore è generalmente preferito di giorno, mentre chi pone l’apiscampo può preferire la sera/notte per scongiurare saccheggi.Se si vuole avere un miele monoflorale e si teme la contaminazione con altre tipologie di miele, il melario può anche essere prelevato prima, ponendo particolare attenzione alla sua successiva sistemazione in magazzino e alla sua corretta deumidificazione.

L’Apibioxal gocciolato agisce sulla Varroa presente su covata opercolata?

gentile cliente si agisce su covata non opercolata se questa è composta da larva al 1°-2° giorno perché le api passano la sostanza tramite il cibo. Ovviamente, la massima efficacia del trattamento si ha in assenza di covata.

Dovrei fare il primo trattamento con Apibioxal gocciolato, meglio nelle ore serali?

Gentile cliente, meglio applicarlo quando fa caldo e non nelle ore serali per consentire alle api di asciugarsi.

Sapreste consigliarmi un libro di Apicoltura moderna?

Buongiorno, le consigliamo: 1) Apicoltura tecnica e pratica di Alessandro Pistoia oppure Le apidi Alberto Contessi

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Via Tronto, 65015 Montesilvano PE, Italia
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