Scelta del Miele

Scelta del Miele

La magia del miele

Il miele a seconda del tipo di fiore da cui viene succhiato il nettare si diversifica in sapore, odore, colore cristallizzazione e proprietà.

I mieli che derivano da un unico tipo di fiore si dicono "unifloreali" o "monofloreali", mentre se è nettare prelevato da svariati fiori è detto "polifloreale" o anche "millefiori".

Ha consistenza sciropposa più o meno densa, colore dal giallo chiaro all'arancione e al rossastro, aspetto da vischioso a trasparente, sapore dolce e aromatico che varia in base alla provenienza del nettare.

Scopriamo insieme le qualità

  • MIELE DI ACACIA
  • MIELE DI TIGLIO
  • MIELE DI AGRUMI
  • MIELE DI GIRASOLE
  • MIELE DI MILLEFIORI
  • MIELE DI CASTAGNO
  • MIELE DI CILIEGIO
  • MIELE DI SULLA
  • MIELE DI CORBEZZOLO
  • MIELE DI CORIANDOLO
  • MIELE DI MELATA
  • MIELE DI LAVANDA
  • MIELE RODODENDRO
  • MIELE DI EUCALIPTO
  • MIELE DI TIMO
  • PAPPA REALE
  • POLLINE
  • PROPOLI

Il miele di acacia, o robinia, è tra i mieli più noti e apprezzati.
Pur essendo tipico delle prealpi viene prodotto in tutta la penisola italiana, infatti viene raccolto anche in Toscana, in alcune zone dell'Emilia Romagna, in Abruzzo e in Campania. Riconoscibile perché caratterizzato da uno splendido colore chiaro, tra il bianco e il giallo paglierino, leggermente ambrato, ha una consistenza liquida e setosa con un aroma molto tenue e delicato, leggero e fruttato, che sa di fiori, con un sapore molto dolce. Ha la caratteristica di contenere più fruttosio che glucosio, per questo motivo la sua cristallizzazione è molto ritardata e quindi rimane liquido a lungo.

 

Il miele di tiglio è un tipo di miele uniflorale, fra i più comuni della penisola italiana e viene prodotto su quasi tutto il territorio. Il colore può variare da ambrato chiaro ad ambrato con riflessi giallo-verdi liquido, quando cristallizza da avorio a beige, con granulazione fine, ha infatti cristalli sottili e irregolari. Ha un odore che ricorda la menta, la salvia e le erbe officinali di montagna.
Sapore intenso e profumato, dolce e con retrogusto di fresco.

l miele di agrumi è originario dell'Italia Meridionale e delle Isole maggiori. E' un miele unifloreale tra i più apprezzati per il suo particolare profumo e la fragranza che gli deriva dai fiori degli agrumi dai quali è prodotto, principalmente il bergamotto, il limone, l'arancio, il cedro e il mandarino. Ha la caratteristica di cristallizzare spontaneamente pochi mesi dopo la raccolta e, in seguito, assume un colore che varia dal bianco al beige chiaro, con una consistenza sabbiosa e con cristalli piuttosto grossi. Il suo profumo è spiccato con un sapore mediamente intenso, fruttato e floreale, con una nota gradevolmente acidula.

Quello di girasole è un miele dall'aspetto cristallizzato, dalla consistenza piuttosto solida e granuloso al palato. Il colore è giallo intenso, proprio come il fiore da cui proviene, mentre le proprietà sono curative anche se ancora poco conosciute e utilizzate.
Il miele di girasole è un vero e proprio febbrifugo e antinevralgico, coadiuvante naturale nelle terapie contro influenza, mal di gola, emicrania e raffreddori. Inoltre, questo miele giallo oro ha il potere di calcificare l'organismo, rinforzando così ossa e denti dall'interno.
Infine, trattandosi di uno zucchero, il miele è da evitare in caso di sovrappeso e obesità ma è anche vero che, se consumato con estrema moderazione, il miele di girasole ha la capacità di diminuire il livello di colesterolo cattivo nel sangue.

Il miele di Millefiori è ricavato dal polline di fiori diversi e dalla melata di più piante. Ha un gusto dolce e gradevole, può essere di colore biondo o rossiccio, denso di sfumature che variano a seconda della stagione e della zona di produzione. Di conseguenza ha un aroma forte e gradevole che può variare da un anno all'altro anche in base al luogo di provenienza

Il miele di castagno deriva da castagneti naturali, è di colore molto scuro, con tonalità che, a seconda delle zone di provenienza, vanno dall'ambra scuro al nero; viene prodotto un po' in tutta la penisola italiana nella fascia montana e collinare, dove crescono appunto i castagni. Questo miele, avendo un contenuto maggiore di fruttosio piuttosto che di glucosio, tende a rimanere liquido con una cristallizzazione ritardata; il suo aroma è forte e intenso, mentre il sapore non è esattamente dolce, ha infatti un gusto particolare, gradevolmente amarognolo, con un retrogusto leggermente amaro e persistente che lascia la bocca asciutta. Per merito del suo profumo forte e penetrante, con una piacevole nota tannica, incontra il gusto di molti estimatori

Il ciliegio è un albero di origine asiatica in grado di diffondersi spontaneamente. In Italia è diffuso su tutto il territorio, le possibilità di produrre in quantità significative miele uniflorale esiste quasi soltanto nelle zone di grande coltivazione (Emilia-Romagna e Puglia). Fiorisce da aprile a maggio
Caratteristiche organolettiche: il colore è abbastanza chiaro, bianco grigiastro una volta cristallizzato. La cristallizzazione, relativamente rapida, dà generalmente origine a una massa pastosa, con cristalli fini. L'aroma ricorda quello del fiori dai quali derivano (e delle Rosacee in genere) e può essere avvicinato a quello della mandorla amara o dei noccioli di ciliegia.

Il miele di sulla è un tipo di miele monofloreale che si ricava da una pianta erbacea che si trova principalmente nel centro e sud Italia: la sulla, infatti, è utilizzata principalmente come foraggio per gli animali ma la si trova anche in alcune varietà selvatiche, più intense come profumazione. Le zone di raccolta sono principalmente Abruzzo, Molise, Calabria e Sicilia ma alcune coltivazioni sono presenti anche in Toscana, anche se in maniera minore.
Il miele di sulla si presenta con un colore giallo paglierino molto chiaro, simile a quello del miele di lavanda, e quando cristallizza spontaneamente diventa quasi bianco; il suo sapore è delicato e poco persistente, con note di vegetale e di erba che risultano molto gradevoli. È un alimento dalle numerose proprietà terapeutiche.

Il corbezzolo è una pianta sempreverde, tipica della macchia mediterranea, a  portamento da cespuglio o albero, che produce dei frutti rossi, commestibili anche se non particolarmente saporiti, a volte utilizzati per la produzione artigianale di marmellate. La cristallizzazione avviene rapidamente. Il colore è ambrato nel miele liquido, da nocciola a marrone con tonalità grigio-verdi nel miele cristallizzato. Sia odore che sapore sono intensi, in bocca è persistente, con una forte componente amara e astringente. L’odore: pungente, verde, di foglie di edera, amaro, di fondi di caffè, di cuoio bruciato, di erbe amare, di peperone verde, di fava di cacao, di rabarbaro, di genziana
alcune parole o espressioni usate per descrivere il gusto/aroma: simile all’odore, cicoria, foglia di tabacco bagnata, legno verde, radice amara. Il miele di corbezzolo, a causa del suo sapore amaro, è un miele per amatori.

Il Miele di Coriandolo è un miele considerato monoflora perché derivante prevalentemente dalla bottinatura del nettare di piante della famiglia delle Obrellifere (coriandolo, carota, prezzemolo, sedano, finocchio ecc).
Pianta aromatica e officinale è originaria delle regioni mediterranee del sud‐ovest. Del coriandolo si utilizzano le foglie fresche ed il seme dal quale si può estrarre l’olio essenziale. Il nome deriva dal termine greco corys (cimice), infatti l’odore della pianta fresca è in genere poco gradito. Fiorisce generalmente ni mesi di Giugno-Luglio, e viene prodotto prevalentemente nelle Marche e in Emilia-Romagna, cristallizzazione medio/veloce, colore da beige a nocciola chiaro nei mieli cristallizzati, ambrato chiaro nei mieli liquidi appena prodotti.
Il Miele di Coriandolo presenta grandi proprietà ed una o più delle seguenti caratteristiche olfatto‐gustative:
* Odore: intensità da media a medio‐forte, caldo, aromatico‐canforato, vegetale‐verde, può richiamare alimenti o cosmetici alla noce di cocco.
* Gusto e aroma: dolce da debole a medio, acido da debole a medio; aroma da medio a medio‐forte, simile all’odore.

Il miele di melata, conosciuto anche con il nome di miele di bosco, è molto meno dolce rispetto agli altri mieli, in quanto presenta una minor quantità di zuccheri. Al gusto può ricordare la corteccia e lascia in bocca un retrogusto amarognolo che può ricordare il sapore del terriccio. In alcuni casi, come per il miele di melata di abete, il suo sapore viene ricondotto a quello del caramello. Colore che va dal marrone scuro al quasi nero, e ciò lo rende sicuramente il miele più scuro sul mercato. Ricco di antiossidanti, polifenoli, che contrastano i radicali liberi e l’invecchiamento cellulare.

Il miele di lavanda è una specialità che viene prodotta sopratutto in Francia, dove abbondano tali piantagioni per l'industria dei profumi. Anche la Spagna produce in parte questo tipo di miele, mentre in Italia viene prodotto solamente in Sardegna, dalla pianta di lavanda selvatica. Ha un profumo fragrante molto intenso che ricorda le piante aromatiche, con un colore che va dal giallo paglierino ad ambrato, mentre il suo sapore è molto particolare, con un retrogusto molto persistente che potrebbe ricordare i fichi maturi e le mandorle.

Il miele di rododendro è quasi incolore allo stato liquido e, quando cristallizza, diventa di colore beige chiaro. Ha un profumo molto lieve e un sapore dolce, fine e poco persistente. Viene prodotto nelle regioni dell'arco alpino italiano, dal Friuli-Venezia Giulia alla Valle d'Aosta, ma in quantità molto limitata, per questo è considerato un prodotto di nicchia.

Viene prodotto nelle zone dell'Italia centro-meridionale, sul litorale tirrenico e nelle isole, in Sardegna in modo particolare. Il miele di eucalipto è mediamente aromatico, dal colore bruno e un sapore forte e persistente, con un gusto non troppo dolce e un retrogusto leggermente salato.

Il miele di Timo cristallizza spontaneamente, spesso con cristalli irregolari, il colore è da ambra chiaro a ambra quando è liquido, da beige a nocciola quando è cristallizzato, l’odore e il sapore sono di media intensità. Ricorda la noce, con un lieve sentore canforato, intenso con una spiccata personalità. E’ un potente antisettico generale, da utilizzare contro tutte le malattie infettive, sia polmonari che delle vie urinarie o intestinali; è stimolante per combattere la stanchezza e il deperimento fisico; è raccomandato per curare la tosse; combatte le flatulenze della digestione; è un eccellente vermifugo.

La pappa reale si presenta come una sostanza gelatinosa, per questo è anche definita “gelatina reale”. Il suo colore è bianco giallognolo a riflessi perlacei, astringente in bocca e dal sapore acidulo, simile a quello dello yogurt, ma anche leggermente zuccherino. L’odore è di tipo fenolico (ricorda quello dell'inchiostro, del cerotto, o di certe vernici).  Tende a ispessirsi con l’invecchiamento e il suo colore può modificarsi a contatto con l’aria. Essa è il prodotto di una secrezione delle ghiandole ipofaringee e mandibolari delle api nutrici, quelle cioè che, nel succedersi determinato dall’età delle funzioni dell’alveare, hanno tra i 4 e i 15 giorni di vita. La pappa reale deriva dalla trasformazione del polline, che costituisce il principale alimento proteico delle api, e dunque destinato principalmente a crescere e mantenere le strutture del corpo; a differenza del polline, che è una struttura biologica quasi completamente di origine vegetale (eccetto alcune sostanze aggiunte dalle api per appallottolarlo e conservarlo), la pappa reale è totalmente di elaborazione animale. Essa viene utilizzata subito dopo la secrezione, non viene immagazzinata come il polline e il miele. 

Il polline è la materia fecondante dei fiori e si presenta come una fine polvere di colore vario; è ciò che i fiori hanno di più caratteristico, di proprio e di insostituibile. L'ape passando di fiore in fiore si carica di polline, durante il suo volo spazzola i microscopici granelli dalle varie parti del corpo, e forma delle pallottoline che le trasferisce nelle cestelle che si trovano nell'ultimo paio di zampe. Quando il carico è completo (15 mg. circa), l'ape ritorna all'alveare e qui viene spogliata del suo bottino da una trappola che l'apicoltore ha posto sulla porticina. Queste minuscole pallottoline che vengono poi asciugate, vagliate, conservate e confezionate, contengono tutto ciò che è necessario alla vita: proteine, vitamine, 21 dei 23 amminoacidi noti, grassi carboidrati, zuccheri, enzimi, coenzimi, ormoni di crescita, sali minerali e varie altre sostanze.

Le gemme di certi alberi sono ricoperte da una patina resinosa: essa le protegge dagli agenti patogeni, che potrebbero infettarle. Nelle giornate calde d’estate, le api prelevano questa sostanza e la raccolgono in piccoli carichi, che trasportano, attaccati alle zampe posteriori, fino all’alveare. Questa sostanza viene elaborata tramite le loro secrezioni ghiandolari, modificandone in parte la struttura chimica. Della sua vasta gamma di proprietà, le api la utilizzano soprattutto per la sua azione antisettica, per neutralizzare funghi, batteri e virus, “dipingendo” con essa le pareti interne dell’alveare e il fondo delle celle destinate a ospitare covata o miele. Bisogna ricordare che l’alveare, con le sue 40.000-60.000 api e le loro 100.000 trasferte giornaliere, con una temperatura che si aggira intorno ai 36° e un’umidità relativa del 70%, potrebbe costituire un erreno ideale per lo sviluppo di batteri. Eventuali piccoli intrusi penetrati nell’alveare e difficili da trasportare fuori coleotteri, per esempio, ma persino topi) possono venire uccisi e “imbalsamati” all’interno dell’alveare, isolandoli con uesta sostanza e arrestandone la decomposizione. Le api utilizzano la propoli anche come materiale da costruzione, per otturare le fessure dell’alveare, per fissare gli elementi mobili dell’arnia, per ridurre gli spazi che non corrispondono al loro innato senso della geometria e, laddove l’apertura di ingresso dell’alveare sia troppo larga, per ostruirla con blocchi di questa materia, lasciando soltanto lo spazio necessario. E’ per questa funzione che essa prese fin dall’antichità (probabilmente da Aristotele, nel IV secolo avanti Cristo) il nome di propoli: pro= davanti, polis= città, davanti alla città e dunque difesa della città.

SALVAGUARDIAMO LE APi

Ogni ape porta in sé il meccanismo dell’universo: ognuna riassume il segreto del mondo.

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Polar bears can eat as many as 86 penguins in a single sitting. (If they lived in the same place)
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Leonardo Da Vinci is considered by many as the father of modern science.
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