Varroatosi

La varroatosi

E' una malattia parassistaria dell'ape causata da un piccolo acaro visibile a occhio nudo, Varroa destructor. Colpisce in maniera grave l'Ape mellifica, attaccando sia le api adulte sia le larve,. La varroatosi viene definita infestazione perchè di rapida diffusione, la mancanza di repellente o  in grado per eliminarla la regono il nemico più grave. Ad oggi bisogna conviverci con tecniche ed accorgimenti per tenerla sotto controllo, il commercio e lo spostamento di alveari senza preacauzioni sono i maggiori responsabili della loro diffusione.

L'acaro varroa trasferitosi sull'ape ha ampliato la sua attività, infestando gravemente non solo la covata maschile, anche quella operaia, oltre ai fuchi. Con l'apparato boccale la varroa fora facilmente le membrabe esterne del corpo dell'adulto e delle larve di ape, causando gravi danni agli individui colpiti con indebolimento, ferite, lesioni di organi interni, malformazioni. La varroa per un certo periodo della sua vità è presente anche all'interno delle cellette di covata; prima che questa venga opercolata la femmina della varroa depone da 2 a 5 uova sulla larva delle api o sulle pareti della celletta stessa.Dopo 24 ore nascono piccole larve che con successive mute di crescita arrivano alla maturità sessuale, l'intero ciclo di sviluppo è di circa 6-7 giorni per i maschi e 8-9 giorni per le femmine. L'acaro per la sua crescita succhia l'emolinfa delle larve di ape che stanno crescendo nelle cellette, nel momento in cui l'ape esce perchè inizia la sua vita, l'acaro si trasferisce in altre cellettee riprende il ciclo, alcuni acari si fanno trasportare al corpo dell'ape adulta che non riesce più a liberarsene. La vita della varroa femmina, negli alveari varia da 2-5 d'estate. Nella colonia d'api si trovano solo le femmine, il corpo è di colore bruno-rossastro è di forma ovale-trasversale.

Image
Image
Image
Image

E' necessario valutare periodicamente lo stato d'infestazione delle colonie per individuare per tempo come intervenire tempestivamente. Un buon test è il metodo del zucchero a velo, si prelevano dai favi centrali almeno 300 api adulte e si trasferiscono in un contenitore provvisto di un tappo nel quale saranno versati due cucchiaini di zucchero a velo, capovolgendo mel circa 2 minuti ed agistandolo gli acari se presenti si staccheranno dalle api e cadranno a terra, qualora i test risultassero in grande presenza occorrerà intervenire con trattamenti acaricida.

L'acaro varroa è un parassita che si diffonde velocemente, basta che un'ape sana venga a contatto con una infestata per trasmettere il parassita ad altri alveari, mediante visita su un fiore , per effetto del saccheggio, nella sciamatura o nel nomadismo, cattura di sciameo acquisto di nuovi nuclei.  I danni provocati da questo acaro all'ape sono:
- Malformazioni delle pupe e delle api giovani: evidente al terzo-quarto anno di infestazione, quando più varroe attaccano la stessa ape.
- Operaie e fuchi poco vigorosi: Diminuzione della produttività della colonia delle fecondazione delle regine.
- Mortalità anormale degli adulti: All'interno e all'esterno dell'alveare è facile notare le malformazioni della varroa.
- Riduzione di maschi: La varroa preferisce la covata maschile, per cui si hanno precchi maschi anormali e poco idonei alla riproduzione, con difficoltà di avere regine fecondate.
- Disturbo alla colonia durante l'inverno: Difficoltà di svernamento, si possono avere api che escono in volo anche se il clima non lo consente andando incontro alla morte sicura.
- Indebolimento della famiglia: Possibilità di saccheggio da parte di alveari forti, favorendo il propagarsi dell'infestazione.
- Trasmissione di altre malattie: L'Acaro varroa può esseretrasportatore di peste americana o altri patogeni.

L'apicoltore per limitare l'espandersi della varroa, deve :
- Evitare il saccheggio: restringendo le aperture delle arnienei periodi in cui puo' verificarsi;
- Evitare la deriva: evitare che le api posso sbagliare ingresso quando tornano dal volo di raccolta;
- Posto fisso: tenere le arnie sempre nello stesso posto;
- Nomadismo: conservare ad ogni spostamento l'ordine con il quale sono disposti gli alveari;
- Sciamatura: Limitare la sciamatura e catturare solo sciami sicuri;
- Scambio: evitare lo scambio di favi tra colonie diverse;
- Colonie:  eliminare le colonie fucaiole con prevalenza di covata maschile;
- Deboli: eliminare colonie deboli;
- Posizionamento: tenere gli alveari ad una altezza di almeno 50 cm da terra, per eliminare il ritorno nell'alveare delle api colpite e più deboli;
- Eliminazione: ditruggere ale api che sul terreno sottostante alle arnie o sul fondo dell'arnia risultano morte;
- Integratione: Negli alveari colpiti si preferisce integrare una soluzione proteica e non zuccherina in quanto l'acaro, succhiando l'emolinfa, asporta proteini dal corpo delle api.

Contacts

+39 3920771476
Via Tronto, 65015 Montesilvano PE, Italia
info@apicolturabeelove.it

Follow Us

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: