Peste Americana

La peste Americana è causata da un batterio chiamato Bacillus Larvae, che attacca le larve operaia, fuco e l'ape regina. Non è visibile ad occhio nudo, ma si puo' notare al microscopio, le cellule riproduttive della peste americana hanno altissima resistenzaaagli agenti chimici, fisici ed ambientali, per cui difficili da eliminare. Un'arnia che ha ospitato api con la peste americana, conserva per circa 30 anni le cellule riproduttive, in grado di infettare nuovi sciami che saranno ospitati.

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La peste Americana si trasmette per via boccale, quando le larve ricevono cibo infettato. Le cellule raggiungono l'apparato digerente della larva ed in breve tempo si schiudono dando origine agli attivi, mobili bacilli. le larve più sensibili sono quelle di età inferiore a 48 ore, quelle vecchie possono essere contagiate solamente da un numero maggiore di cellule. Le larve giovani contagiate posso soccombere questo attacco solo immediatamente dalle api, in questo caso l'infezione viene bloccata.Lo sviluppo dei bacilli è intenso quando la larva è opercolataed in fase di metamorfosi, perchè in quel momento che i bacilli rompono le paretidell'arato digerente e si diffondono in tutto il corpo della larva. la morte avviene già al nono giorno di età, afflosciandosi ed assumendo umn colore giallognolo, che dopo imbrunisce.La larva scomparsa nella cella rilascia una poltiglia vischiosa, che seccandosi si trasforma in scaglia a forma di lingua, l'asportazione di queste scaglie da parte delle api provoca un nuovo contagio.

L'apicoltore deve prestare attenzione ai seguenti segni per riconoscerla: covata non compatta, opercoli infossati, vischiosa, filante, presenza di larve malformate, odore di marcio, opercoli bucati, presenza di scglie a forma di lingua nelle cellette della covata. In presenza di sintomi rivolgersi immediatamente ad un vetrinario competente in materia Apistica.

Per evitare di avere alveari ammalate nel proprio apiario, a norma di legge art. 154 155 156 del decreto del presidente della repubblica 8-02-1954, n320, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 24 giugno 1954, n 142 - capo XXIX - malattie delle api, bisogna provvedere alla distruzione degli alveari , eseguendo degli accorgimenti: non acquistare famiglie, nuclei o regine di provenienza ignota o dubbia;non acquistare od impiegare materiale apistico usato; non alimentare le api con miele acquistato da provenienza incerta;impiegare il proprio miele per preparare il candito per il nutrimento invernale del proprio apiario;non lasciare a portata delle apisane il materiale appartenente a faniglie infette o di dubbia sanità.

La distruzione delle famiglie malate avviene ho attraverso il metodo dell'incenerimento  nel caso di peste in uno o pochi alveari situati nel posto considerato fino a quel momento sano. per la distruzione dell'aveare si procede prima all'uccisione delle api adulte con vapori di zolfo, operando nelle ore serali o al mattino presto in modo che nessuna bottinatrice rimanga esclusa dopo aver chiuso la porticina d'uscita. Si procede alla distruzione dell'intero alveare mediante il fuoco, ponendo l'arnia in una fossa profonda 50 cm e lo si brucia, interrando le ceneri onde evitare un possibile contagio.

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In alternativa alla distruzione delle colonie, solamente nel caso in cui la malattia sia allo stato iniziale su qualche alveare, e comunque dopo aver consultato il veterinario terriroriale competente in materia apistica, vi può essere la considerazione di un intervento appicando la messa a sciame. Essa consiste nell'eliminazione dei favi con i telaini recuperando le api adulte, occorre spazzolare tutte le api in una casetta per nuclei chiusae tenerle al buio per 48 ore, successivamente le api andranno trattate come uno sciame catturato.Nuovi telaini con foglio cereo da coistruire e viene ricollocata nello stesso posto dove si trovava inizialmente la colonia, chiaramente dopo aver sanificato il terreno sottostante.I fogli cerei costruiti verranno sostituiti con altri in modo tale da far consumare alle api tutto il miele di scorta presente nella sacca melaria proveniente dalla precedente arnia. I telaini con vecchi favi che contengono covata infetta verranno bruciati, mentre quelli sostituiti andranno fusi nella sceratrice.

Per la disinfestazione in azienda solo per le arnie in legno, vengono immerse in una soluzione di soda al 20% a caldo, con successivo risciacquo e trattamento a fiammo blu. Nei centri specializzati verranno adottati delle disinfestazioni  con l'impiego di radiazioni gamma.

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Via Tronto, 65015 Montesilvano PE, Italia
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